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Commenti alle Sacre Scritture

11/09/2022 - Anno C - XXIV Domenica del Tempo Ordinario

Commento

Il Libro dell'Esodo, composto da 40 capitoli, ci presenta la figura di Mosè con il quale, il Signore parlava "faccia a faccia" come un uomo parla al suo simile. Per lui perdonò le infedeltà del suo popolo nel deserto (32,30 ss). A lui affidò le parole della Legge (20,22; 21,1) della cui osservanza Mosè si fece garante e difensore fedele (32,19 ss). Per queste sue spiccate caratteristiche di mediatore, Mosè è figura del Cristo.
E, proprio Gesù, in questa ventiquattresima Domenica del Tempo Ordinario, ci parla della tenerezza di Dio, spiegando le tre parabole della misericordia: l'uomo è nelle mani del Creatore come l'argilla nelle mani del vasaio. L'argilla che non si lascia plasmare è innaturale, diventa dura e non si può modellare. Il ritorno a Dio, con cuore pentito, dà, invece, benedizione, giustificazione e santificazione.

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Preghiera

Signore,
Tu ci hai amati con un cuore umano, centro di salvezza, in cui noi ci sentiamo sicuri e protetti. Ci esorti ad invocarti in ogni occasione, soprattutto quando cadiamo nel peccato e ci allontaniamo dal Tuo Amore. Il peccato trascina altro peccato e la sua ripetizione genera il vizio. Con il Tuo aiuto possiamo stare lontani da coscienze ottenebrate e da inclinazioni riprovevoli. Obbedire al Tuo ordine morale, non è costrizione ma libertà chiara, educante, sana. Una frase del Libro degli Atti degli Apostoli, proclamata da san Pietro, dà un'indicazione perfetta per la nostra salvezza: "Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini (cap. 5,29)".

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Barbara Esposito

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