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Commenti alle Sacre Scritture

09/10/2022 - Anno C - XXVIII Domenica del Tempo Ordinario

Commento

Immergersi nella Salvezza è un atto di perfezione, è lavacro essenziale per purificare la nostra vita. Nel secondo Libro dei Re, che proclamiamo questa Domenica, possiamo scorgere l'accenno a due dei sette Sacramenti: il Battesimo e la Confessione. Il Profeta Eliseo invita il comandante dell'esercito del re di Aram, Naamàn, ad immergersi sette volte nel Giordano, poiché sa che da quell'acqua trarrà la sua purificazione. Naamàn, una volta guarito, chiederà al Profeta un po' di terra da portare in Siria per prostrarsi sopra e confessare il Signore (2 Re 5,17). Allo stesso modo, il samaritano, solo uno, dei dieci lebbrosi guariti, torna con gioia a ringraziare il Signore. Con la Chiesa rendiamo grazie a Dio incessantemente, soprattutto celebrando l'Eucarestia che è il "rendimento di grazie" per eccellenza.

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Preghiera

Signore,
oggi abbiamo imparato che l'anima ha bisogno di cure, dev'essere dissetata con l'acqua della Vita che nessun'altra realtà riuscirà a colmare. Il deserto è il luogo della sete, dove l'acqua non arriva, la vita si ritira. Lavarsi con il sacramento della Confessione restituisce l'armonia e la gioia di un ritorno nel mare della Grazia, invito sempre nuovo, al cambiamento e alla crescita spirituale. L'esempio del samaritano è bello. Il suo coefficiente di grandezza è stato il gaudio di una certezza: ha dato ascolto alla libertà dello Spirito che ha soffiato al centro del suo cuore. Se ogni avvenimento della nostra vita diventa, per noi cristiani, motivo d'azione di grazie, potremo proclamare, nel più ampio respiro: Abbà Padre.

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Barbara Esposito

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