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Buon Giorno, visitatore, il tuo numero IP è : 3.145.44.22 - Fanne buon uso ;-) — Pasqua sarà e⁄o è stata il 31/03/2024
Capistrano (VV), giovedì 21 novembre 2024 ~ Ore : 09:39:52 • New York: 21/11/2024 03:39:52 • Tokyo: 21/11/2024 17:39:52 • Sydney: 21/11/2024 19:39:52
Settimana dell'anno n° 47 - Trimestre 4 [novembre] || ♏ Scorpione ♥ ;-) • Giorni trascorsi da InizioAnno: 326 - Giorni mancanti a FineAnno: 40: Precisamente 0 anni, 1 mesi, 6 settimane, 40 giorni, 974 ore, 58460 minuti, 3507607 secondi!
Il sole sorge alle ore 07:06 e tramonta alle ore 16:45 - Presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio, Madonna della Salute
«Se non me lo lasci fare non potrò andare a scuola! Mi
vergognerei troppo… È terribilmente importante, mamma!». Elena scoppiò a
piangere. Era la sua arma più efficace. «Uffa, fa' come vuoi… - brontolò
la madre, sbattendo il cucchiaino nel lavello - Sembrerai un mostro. Peggio per te».
In altre 23 famiglie stava avvenendo una scenetta più o meno simile. Erano i ragazzi della Seconda
B della Scuola Media "Carlo Alberto di Savoia". Per quel giorno avevano preso una decisione
importante. Ma gli allievi della Seconda B erano 25. In effetti, solo nella venticinquesima famiglia, le cose
stavano andando in un modo diverso, Elisabetta era un concentrato di apprensione, la mamma e il papà
cercavano di incoraggiarla.
Era la quindicesima volta che la ragazzina correva a guardarsi allo specchio. «Mi prenderanno in giro,
lo so. Pensa a Marisa che non mi sopporta o a Paolo che mi chiama 'canna da pesca'… Non aspetteranno
altro». Grossi lacrimoni salati ricominciarono a scorrere sulle guance della ragazzina. Cercò di
sistemarsi il cappellino sportivo che le stava un po' largo.
Il papà la guardò con la sua aria tranquilla: «Coraggio Elisabetta. Ti ricresceranno
presto. Stai reagendo molto bene alla cura e fra qualche mese starai benissimo».
«Sì, ma guarda!». Elisabetta indicò con aria affranta la sua testa che si rifletteva
nello specchio, lucida e rosea.
La cura contro la leucemia che l'aveva colpita due mesi prima le aveva fatto cadere tutti i capelli.
La mamma la abbracciò: «Forza Elisabetta. Si abitueranno presto, vedrai…».
Elisabetta tirò su con il naso, si infilò il cappellino, prese lo zainetto e si avviò. Davanti
alla porta della Seconda B, il cuore le martellava forte. Chiuse gli occhi ed entrò. Quando riaprì
gli occhi per cercare il suo banco, vide qualcosa di strano. Tutti, ma proprio tutti, i suoi compagni avevano
un cappellino in testa, si voltarono verso di lei e sorridendo si tolsero il cappello esclamando: «Bentornata
Elisabetta!».
Erano tutti rasati a zero, anche Marisa cosi fiera dei suoi riccioli, anche Paolo, anche Elena e Gianni e Francesca…
tutti. Si alzarono e abbracciarono Elisabetta che non sapeva se piangere o ridere e mormorava soltanto:
«Grazie…»
Dalla cattedra, sorrideva anche il professor Donati, che non si era rasato i capelli, perché era pelato di
suo e aveva la testa come una palla da biliardo.
* * *
Autore: Bruno Ferrero - Libro "Ma noi abbiamo le ali" - Casa editrice ElleDici
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